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PREMIO SCENARIO 2007
Vedi il trailer (video di Ruggero Mantovani)
Motivazione della giuria
Il Nord Est italiano ritratto come fabbrica di pregiudizi, volgarità e ipocrisia; straordinario produttore di luoghi comuni sciorinati come litanie, e di modelli famigliari ispirati al presepe ma pervasi da idoli mediatici, intolleranza, fanatismo. Il made in Italy è un prodotto dozzinale e tragicamente umoristico, raccontato in uno spettacolo apprezzabile per compiutezza, in cui la comicità non è ottenuta dal meccanismo televisivo della barzelletta, ma dalla durata dell'elenco e dalle impercettibili ma fortissime variazioni, grazie a una sensibilità per le virtù e le potenzialità della parola che si fa maestria del contrappunto musicale. Strutture verbali semplici ma efficacissime fanno sbottare il riso e la percezione del non senso, in un lavoro che coniuga sapientemente stilizzazione interpretativa e parossismo gestuale. Con un ritratto spietato delle "sacrosante" manifestazioni del tifo calcistico e delle telecronache enfatiche e patriottarde, normalmente rese impercettibili dalla generale assuefazione. Un lavoro dove si infrangono con sagacia e leggerezza tabù e divieti, per rilanciare anche il teatro oltre gli schemi e i conformismi.
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made in italy non racconta una storia. Affronta in modo
ironico, caustico e dissacrante le contraddizioni del nostro tempo. Lo spettacolo
procede per accumulo. Fotografa, condensa e fagocita quello che ci circonda: i
continui messaggi che ci arrivano, il bisogno di catalogare, sistemare,
ordinare tutto. Procede per accostamenti, intersezioni, spostamenti di senso.
Le scene non iniziano e non finiscono. Vengono continuamente interrotte.
Morsicate. Le immagini e le parole nascono e muoiono di continuo. Gli attori
non recitano. La musica è sempre presente e detta la logica con cui le cose accadono. Come
in un video-clip.
made in italy è un groviglio di parole.
E’ un groviglio di tubi luminosi.
E’ un groviglio di icone.
Per un teatro pop.
Per un teatro rock.
Per un teatro punk.
Un teatro carico di
input e di immagini
sovrabbondante di suggestioni, ma privo di soluzioni.
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mio padre è comunista e considera la gente una massa di coglioni
massimiliano si è preso otto anni per spaccio e teme per l'effetto serra
mio zio è ignorante e sa tutto.
casini non può essere alleato con un gruppo parlamentare denominato
lega per l'indipendenza della padania quindi gli chiede di cambiare
nome
il presepe è la famiglia
se lo stato non fosse burocrazia sarei un cittadino
se l'ideologia non fosse scissa dalla realtà sarei ideologico
se la chiesa non esistesse sarei cattolico
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produzione Babilonia Teatri e Operaestate Festival Veneto
di e con Valeria Raimondi ed Enrico Castellani
scene Babilonia Teatri/Gianni Volpe
costumi Babilonia Teatri/Franca Piccoli
luci e audio Ilaria dalle Donne
movimenti di scena Mauro Faccioli
foto di scena Marco Caselli Nirmal
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