ORO COLATO

Oro colato è prima di tutto l’idea di un teatro che si occupi del suo tempo.

Di un teatro pronto a sporcarsi le mani. Di un teatro determinato a muovere la necessità e l’urgenza dell’interrogazione, per far emergere conflitti e tensioni, con ironia e cinismo, affetto e indignazione.

Collaborazione che nasce con l’intento di nutrire un territorio spesso desertico con il quale vogliamo dialogare e dove ci auguriamo possa progressivamente crescere una vegetazione rigogliosa.

Oro colato è un progetto pensato appositamente per il Festival Olimpico. E’ un laboratorio entro il quale studiare da una parte un pezzo della nostra storia recente e dall’altro aprirsi a una contaminazione artistica.

Oro colato racconta la nostra relazione col denaro, col potere, con l’idea di comunità, di fiducia e di giustizia.

Uno spettacolo provocatorio e iconoclasta.

Uno sguardo dissacrante sull’oggi.

Dagli sportelli bancari agli spalti dello stadio, in questi ultimi anni, il mito del denaro ha mostrato tutte le sue degenerazioni.

Il tradimento della fiducia, la credulità, l’indignazione, il desiderio, la crisi delle meccaniche di attribuzione del valore, sia materiale che immateriale.

Le vicende della città di Vicenza diventano simbolo ed emblema di un panorama più vasto.

Oro colato utilizza l’arma di un’ironia tagliente per fare a pezzi l’idolatria del denaro.

Lo spettacolo è una lente d’ingrandimento che deforma ogni banconota fino a renderla fuori formato perchè è l’unico modo in cui riusciamo a vederla per ciò che è.

La città si prepara alla prossima sciagura su cui stare zitta.

Il silenzio non sempre è d’oro.

E’ caduto il velo del mito del nordest e siamo rimasti tutti nudi insieme a lui.

Oro colato non offre soluzioni, né guarda con nostalgia al passato.

Attraverso un montaggio serrato e l’accostamento di punti di vista, diversi e lontani fra loro, interroga continuamente sia gli attori sia il pubblico.

In un tempo senza polis il teatro può essere politico?
In un tempo senza comunità una decisione può essere collettiva?
In un tempo senza popolo una banca può essere popolare?

Oro colato non vuole nè consolare i risparmiatori né dare voce al loro risentimento.
Non c’è un voi, un loro e un noi: la sete di ricchezza non risparmia nessuno.
Non siamo obbligati alle obbligazioni.
Colonne di centesimi sotto i materassi.
Convinti che le bolle finanziarie non scoppino mai.

Disinteressati a tutto tranne che agli interessi. Ai propri. Personali. Individuali.

CREDITI

di e con Enrico Castellani, Diego Dalla Via, Marta Dalla Via, Carlo Presotto e Valeria Raimondi
luci e audio Roberto Di Fresco e Luca Scotton
foto Eleonora Cavallo
produzione La Piccionaia 2018